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Armando Mancini

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Volkswagen - Das Gas Auto


C'è qualcosa di tremendo nell'epic fail che ha coinvolto il principale costruttore d'auto europeo; la consapevolezza e la riprova che il consumatore può anzi  deve essere ingannato sistematicamente, che la salute pubblica è un optional accessorio e che le emissioni siano un fattore secondario facilmente superabile, a dispetto di troppi ed inutili organismi di controllo.


C'è un detto abbastanza comune che recita che gli italiani non amino i tedeschi ma li ammirino, mentre i tedeschi non ammirino gli italiani ma li amino; non sono d'accordo ma è indubbio che i tedeschi, sempre pronti a salire in cattedra e a autoconsiderarsi "uber alles", il rigore tedesco vanto per tutta una nazione, fatica a coprire lo scandalo costituito che i tedeschi, per l'ennesima volta siano stati colti con il vasetto della marmellata in mano...


Cosa è successo?


Secondo la ricostruzione qui citata, ci si è accorti dell'inganno in modo quasi fortuito grazie a Peter Mock direttore della sezione europea dell’International Council on Clean Transportation (ICCT) un’organizzazione indipendente e non profit che si occupa di trasporti e ambiente; le discrepanze fra consumi misurati in laboratorio e quelli rilevati su strada sono emerse grazie ad  un test sulle versioni europee di tre automobili diesel, una Volkswagen Jetta, una  Passat e una BMW X5; le rilevazioni su strada avevano dimostrato che i test europei per la valutazione degli inquinanti, in particolare degli ossidi di azoto NOx, non rappresentavano la situazione reale di guida su strada.

Un problema noto, dovuto al fatto che i test su rullo non rispecchiano le reali condizioni d’uso; perché condotti a regime di motore e a velocità bassissime: non è un caso che il ciclo europeo di omologazione di consumi ed emissioni cambierà nel 2017.

A Mock viene allora un’idea piuttosto originale: visto che gli standard americani sono i più duri del mondo, perché non condurre lo stesso test con le versioni americane delle tre auto? Mock e la sua controparte americana, John German, erano certi che le auto per gli Usa avrebbero superato brillantemente le misurazioni europee sulle emissioni su strada. Così, dicono oggi i due responsabili dell’ICCT, avrebbero dimostrato che imponendo normative stringenti come quella americana, i diesel potevano essere davvero pulitii, del resto proprio Volkswagen se ne vantava pubblicizzando da anni i suoi “clean diesel”; invece succede l’imprevisto: gli esiti degli esami condotti in laboratorio dal California Air Resources Board (Carb) promuove alla grande tutti e tre i modelli, mentre i test delle misurazioni su strada, condotti dall’Università della West Virginia grazie ad un sistema di misurazione portatile delle emissioni, danno a sopresa esiti ben diversi:  nella guida reale, le emissioni di NOx della Jetta superavano i limiti di 15-35 volte, quelle della Passat di 5-20 volte, a differenza della BMW X5 che invece rientrava nei limiti.

La volkswagen, scoperta, prima inscena una inutile campagna di richiamo poi è costretta ad ammettere l'inganno...

Detto che mai e poi mai in Europa avremmo scoperto una cosa del genere, la considerazione è amarissima: perchè fidarsi di un'azienda che scientemente "frega" i propri clienti? Ma perchè bisogna essere così stupidi ? Il danno di immagine è grandissimo, quello economico pure considerando le inevitabili class action che partiranno da clienti buggerati in modo fraudolento; ripercussioni anche in Italia, considerando che molti componenti delle volkswagen sono prodotti nel nord Italia, piemonte in primis.
Bisogna rileggere la storia per comprendere che non impariamo mai dai nostri errori e sospettare che. purtroppo, non sarà un caso isolato. In un mondo dove l'energia fossile la fa ancora da padrona, nonostante si abbia già la tecnologia e i mezzi per abbandonarla, dove il petrolio ha una quotazione che è meno della metà di quella di qualche anno fa, eppure il prezzo alla pompa non è calato per nulla o di pochissimo, è la prova lampante dell'inutilitià di tante troppe organizzazioni che tuteltano la salute ed i consumatori solo a parole e a volte neanche con quelle...

Mi piacerebbe allora conoscere a riguardo l'opinione di Jan Fleischhauer, il giornalista (?)  di "der spiegel" così prodigo di complimenti (qui l'articolo originale del fenomeno, con annessa risposta del nostro ambasciatore) verso noi italiani dopo il caso Schettino...