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Armando Mancini

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Chiunque abbia frequentato i cosiddetti social per più di un'ora si sarà reso immediatamente conto del livello di ferocia che aleggia praticamente in un buon 30% dei post; se poi si ha l'abitudine di partecipare più o meno attivamente alle discussioni, sarà capitato certamente di imbattersi in personaggi che infestano il web da sempre e che ultimamente hanno decisamente alzato il livello della loro presenza; sto parlando dei famigerati troll, specie che come detto esiste sul web da sempre e che ultimamente chiamo "leoni da tastiera", ovvero persone che dietro l'anonimato di un monitor vomitano sul mondo tutte le loro nefandezze....

Il troll

Chi è il troll? Rispondere in modo esaustivo a questa domanda non è semplice, perchè i troll sono ben stratificati sia socialmente che per età, con una predominante maschile anche se le femminucce stanno aumentando sempre più; in genere intervengono a discorso iniziato e sparano le loro sentenze con un grado di arroganza da lasciare a volte disgustati; ovviamente non conoscono la netiquette, perchè fanno ampio uso di maiuscole e punti esclamativi e soprattutto si ergono a giudici infallibili, censori inesorabili e spesso scadono nella xenofobia; il problema è che ci siamo talmente assuefatti alla loro presenza che ne tolleriamo l'esistenza in modo rassegnato, perdendo il gusto di discutere in modo civile e garbato ma facendo gara a chi lancia più anatemi e insulti; un problema che sta attanagliando tutti i social e forum e che sta allontanado parecchi utenti (quindi $) dai social stessi, che non a caso si stanno dando da fare per cercare quantomeno di arginare il problema.

Cosa non sopporta il troll

Il troll è polemico per natura, ma la sua evoluzione lo ha portato ad essere anche razzista, bilioso e invidioso, e soprattutto a non tollerare  il successo degli altri;  il proprio livello di frustazione è talmente elevato perchè ritenendosi perfetto o quasi, non riesce a darsi una spiegazione dei propri fallimenti; proprio questo, probabilmente, è la molla che lo fa scrivere con tanta acrimonia.

L'antidoto al troll? La totale indifferenza

Come lottare contro i "leoni da tastiera"? La cosa assolutamente da non fare è abboccare alle provocazioni e rispondere per le rime; il "leone" vive di questo; quello che detesta di più è non sentirsi considerato; il proprio ego ferito dalla vita ha un bisogno spasmodico di tenere accesa la fiamma della polemica, di vedere risposte ai suoi post e contare adepti; se un troll armato di tastiera non trova riscontri ai suoi deliri, cade in depressione; ma il troll si alimenta degli ingenui e degli ignoranti e di quello è pieno il mondo ed abbondano sui social...

Tanta ignoranza

L'errore di fondo è considerare i social come un punto di ritrovo, perchè in realtà sono la loro perfetta antitesi, permettono livelli di confidenza verbale (scritta) impensabili nel mondo reale, e la cosiddetta ed abusata "amicizia" spesso si applica a perfetti sconosciuti o quasi.; se leggete con attenzione argomenti "sensibili" come sbarchi di immigrati, terrorismo islamico e qualunque argomento si presti alla demagogia e al populismo, vi potrete rendere conto del seguito che si crea con post mirati ad arte per sfruttare l'ignoranza dilagante; in questo ambito trova non a caso terreno feritlissimo la nascita di leggende metropolitane, xenofobia becera e tutto il peggio che si possa avere; il proliferare di "fake news" acchiappa click sta diventando un flagello che preoccupa non poco i social in quanto mina la loro sopravvivenza alle basi, alimentato anche da aziende senza scrupoli che fanno i soldi con i like e le visualizzazione di questa immondizia digitale;  il dialogo con questi personaggi si limita a scambi di post polemici al vetriolo; non fate l'errore di cercare di far ragionare questi webeti (copyright E. Mentana) perchè non ci riuscireste, anzi sareste oggetto di insulti più o meno forti.

Gli argomenti di discussione sono sempre gli stessi, presunte ingiustizie, polemiche sociali tra poveracci e via discorrendo; curioso notare poi come persone cattolicissime si lancino in spericolati ragionamenti xenofobi che mal si conciliano con la dottrina cattolica e che vedono il figlio di Dio essere tra l'altro un extra comunitario... Anche qui niente di nuovo sotto il sole; i regimi totalitari di tutte le epoche avevano tra i loro fattori di successo proprio l'ignoranza e il popolo a volte si comporta in modo molto prevedibile.

L'aggressività

Avete presente quando guidate in macchina? Spesso falliti di proporzioni cosmiche o semplicemente frustrati dalla vita, appena salgono in macchina divengono delle belve assatanate pronte a litigare con il primo automobilista distratto che non è scattato al verde in meno di un secondo netto; trasportate questi personaggi davanti ad un monitor e dategli una tastiera oppure anche semplicemente un telefonino ed eccoli qui a vomitare veleno e rabbia; la fenomenologia è la medesima.

Un mio carissimo ex collega (a proposito ciao Davide ;)) soleva dire "ci dobbiamo estinguere"; trostemente, sempre più spesso mi trovo a concordare con lui...